Dal titolo sembra un invito alla libertà sessuale … ma di cosa parla veramente questo articolo? Cosa significa il saluto italiano d.o.c., la canzone che Dalla ha scritto per il Ciao, la Pace e il ruolo dei media, il Kossovo, il 15 a Viserba e il bombardamento di Rimini, tanto altro ancora che scoprirai leggendo e guardando il video.

Nell’estate del 1999 viene pubblicata la canzone “Ciao” testo di Lucio Dalla e Tiziano Ferro. “Ciao” è il saluto italiano più conosciuto al Mondo, al quale Dalla ha voluto collegare una canzone sulla pace. Invece pochi sanno che l’abitudine di salutare dicendo “ciao” deriva dal veneziano antico, in origine si diceva “sciavo”  e significava “sono tuo schiavo” per poi diventare nel tempo “s-ciao” e infine in italiano semplicemente “ciao”. Come si è perso il significato del saluto “Ciao”, così pure per la canzone di Dalla molti ricordano il titolo, la musica, ecc. invece ai più sfugge completamente lo straordinario significato di canzone contro la guerra. Perciò tenteremo di spiegare il significato e contesto di questo testo di Lucio Dalla, ricco di simboli e riferimenti di non immediata comprensione, con l’avvertenza che si tratta comunque di una spiegazione non autentica, quindi con possibili imprecisioni o approssimazioni. In fondo alla pagina trovate il testo della canzone e il video della stessa.

ciaoCIAO-VENEZIANO

“Ciao” viene scritta a pochi mesi dalla fine della guerra del Kossovo (ex Jugoslavia). Il testo inizia, alla prima strofa, rappresentando la confusione, procurata alla gente dalla grande quantità di immagini e informazioni di ogni tipo che riceviamo ogni giorno dai media e oggi anche dai social media. La confusione mediatica distrae la nostra attenzione dalla tragedia delle guerre, impedendoci di comprendere e ricordare il significato reale e tragico di quello che abbiamo visto e ascoltato alla tv, nei giornali, ecc. ad esempio: l’immagine di un lampo in un cielo sereno (è un fulmine oppure uno sparo?), la scia di un aereo (sta andando a bombardare una città oppure trasporta turisti in vacanza?), una città che ripresa dall’alto sembra un presepe (è uno spot pubblicitario per venderci qualcosa oppure è un’immagine di guerra?)… perciò le immagini della guerra in Kossovo e di ogni guerra si mescolano e confondono nel grande circo mediatico dell’informazione che ci trasmette le opinioni su ogni argomento di “poeti, mezzi giornalisti, puttane e kossovari, poi altri tipi misti”. Tutti questi personaggi quella sera stavano guardando il cielo (“contavano le stelle, le prime ad arrivare”) invece una vecchia rassegnata “salutava tutti quanti dicendo ciao”, perchè avendo già vissuto in prima persona l’esperienza delle guerra sapeva che la guerra si è sempre ripresentata negli anni, nonostante le sofferenze e distruzioni che essa comporta, perchè come recita il ritornello la gente non volendo o potendo fare niente dice “è la colpa non so di chi”. Perchè? Ce lo spiega il resto della canzone …

guerra-mareSPIAGGIA-VACANZE

Anche sulla spiaggia di Riccione, affollata d’estate da “milioni di persone” e separata dal piccolo Mare Adriatico dai luoghi in cui si stava combattendo la guerra del Kossovo, la gente è indifferente (“le pance sotto il sole”), pensa ad abbronzarsi, mangiare il gelato, prenotare l’ombrellone, ecc. Qualcuno da quanto è distratto, grottescamente non si accorge nemmeno che “un coglione” gli è uscito fuori dal costume da bagno (“abbronzati un coglione”), quindi figuriamoci se può rendersi conto che al di la del mare si sta combattendo una guerra. In quel momento non solo l’ignaro bagnante della canzone ma la maggior parte della gente in Italia era in vacanza al mare, per le proprie ferie, mentre nella vicina ex Jugoslavia si stava combattendo una guerra. L’accostamento delle due immagini, della guerra e dei bagnanti a breve distanza geografica, rende bene l’idea dell’indifferenza e distanza umana, da un problema che erroneamente può sembrare non toccarci a fondo.

Durante la prima guerra mondiale vicino a quella spiaggia dove la gente oggi si diverte senza pensare alla guerra, anche la città di Rimini aveva subito un tragico e disastroso bombardamento. Le cronache storiche del 1915 (“come il 15 a Viserba”) riportano che a Viserba, vicino Rimini, nella notte tra il 23 e il 24 maggio un uomo aveva avvistato i dirigibili nemici diretti in ricognizione su Rimini, per fornire alle navi austriache nemiche le coordinate per bombardare dal mare la città di Rimini. L’uomo iniziò a sparare in aria con il suo fucile, nell’ingenuo e disperato tentativo di abbattere i dirigibili e salvare la città di Rimini dai bombardamenti che invece la distrussero.

Arco_d'Augusto,_Rimini_ItalyNAVE GUERRA PRIMA GUERRA MONDIALE

Perciò occorre sapere “che siamo stati sempre in guerra”, sia quando i nostri avi l’hanno vissuta sia oggi che le guerre continuano ad esserci e la gente ne riceve notizie pilotate e confuse nella marea delle informazioni (“tra video e giornali e noi sempre più lessi a farci abbindolare”). L’indifferenza della gente è una guerra nella guerra (“in guerra con noi stessi”), infatti il consumismo (“la passione per le cose”) ci rende schiavi dei bisogni che genera nelle persone (“che non possiamo starne senza, anche le pericolose”) distogliendoci pericolosamente dalla comprensione di quello che realmente accade nel mondo. L’indifferenza e l’essere presi dai nostri bisogni, primari o indotti dal consumismo, consente all’informazione di far passare il messaggio che la guerra sia normale (“è il gioco della vita”), trasmettendone le immagini in mezzo a tanti altri argomenti diversi (“di là qualcuno muore, qualcun altro sta nascendo”), divenendo anche la guerra occasione di audience o visite per il commercio di spot pubblicitari.

Nel finale lo scopo di questa canzone: parlare dei meccanismi che alimentano la guerra facendo leva sull’indifferenza della gente, affinchè non ce ne dimentichiamo, la pace “la dobbiamo preparare che non ci sfugga dalle dita come la sabbia in riva al mare”. Intanto la gente continua a non capire o a rimanere indifferente dicendo che per la guerra “è la colpa non so di chi” e la vecchia continua rassegnata a dire a tutti “Ciao” nei versi finali.

TESTO

TITOLO: CIAO
INTERPRETE: LUCIO DALLA
AUTORI: L.DALLA – T.FERRO
ANNO: 1999

C’è stato come un lampo lì, proprio in mezzo al cielo
che era blu cobalto liscio, liscio senza un pelo
la città sotto era un presepio, le luci del tramonto
la scia di un aereo, facevano più bello il mondo
dello sforzo dei poeti, dei mezzi giornalisti
puttane e kossovari, poi altri tipi misti
contavano le stelle, le prime ad arrivare
poi la voce di una vecchia
che salutava tutti quanti dicendo ciao
CIAO
È la colpa di non so di chi
CIAO

La spiaggia di Riccione, milioni di persone
le pance sotto il sole, il gelato e l’ombrellone
abbronzati un coglione, non l’hai capito ancora
che siamo stati sempre in guerra, anche il 15 a Viserba

in guerra con noi stessi, tra video e giornali
e noi sempre più lessi, a farci abbindolare
con la nostra indifferenza, la passione per le cose
che non possiamo stare senza, anche le pericolose

come ad esempio una canzone, mentre la stai cantando
di là qualcuno muore, qualcun altro sta nascendo
è il gioco della vita, la dobbiamo preparare
che non ci sfugga dalle dita, come la sabbia in riva al mare

CIAO,
È la colpa di non so di chi
CIAO

One thought on “CIAO, DALLA … E PACE !

  1. Buonasera Massimo.
    Una curiosità: chi è e come si chiama il ragazzo che scava nella sabbia tra Lucio Dalla ed iskra Menarini?

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